L'incapacità, o meglio la non volontà della mente umana di lasciar andare il passato, è illustrata magnificamente nella storia dei due monaci zen, Tanzan ed Ekido, che stavano camminando lungo una strada molto fangosa dopo una forte pioggia. Vicino ad un villaggio, incontrarono una giovane donna che cercava di attraversare la strada, ma c'era così tanto fango che avrebbe rovinato il kimono di seta che indossava. Tanzan senza esitazione la prese in braccio e la portò dall'altra parte.
I monaci proseguirono in silenzio. Cinque ore dopo, nelle vicinanze del tempio che li avrebbe ospitati, Ekido non fu più capace di trattenersi. "Perchè hai portato quella ragazza al di là della strada?" chiese. "Si suppone che noi monaci non facciamo cose simili."
"Ho deposto la ragazza a terra ore fa" disse Tanzan. "Tu la stai ancora portando?"
Immaginate ora che vita farebbe qualcuno che vivesse come Ekido tutto il tempo, non essendo in grado o non volendo lasciar andare interamente le situazioni.
Che pesante fardello di passato si porta in giro nella mente!
Tratto da "Un Nuovo Mondo", Eckhart Tolle, pp. 120-121.
lunedì 26 luglio 2010
sabato 24 luglio 2010
Wind of change...

Quando decidiamo di vivere realmente, il mondo intorno cambia.
Le cose sono più luminose, i volti più sorridenti, si notano aspetti della vita che prima rimanevano nascosti.
Io spero di aver squarciato il mio velo di Maya, di aver almeno creato una fenditura in quella tela davanti agli occhi che non mi lasciava vedere.
Spesso quando si decide di cambiare, il nostro essere richiama alla mente quei pensieri insani che ci fanno male, quasi volessero impedire l’incamminarci verso una nuova vita.
Tra pochi giorni compirò 25 anni, e tutto mi è stato chiaro.
Non voglio continuare a non vivere, a stare ferma sulla stessa mattonella per impedirmi di scegliere, e perciò di sbagliare.
Gli errori devono essere tali: esperienze da cui imparare, e non colpe, per cui non c’è riscatto.
Il passato è passato. Non posso continuare a vivere con lo sguardo volto all’indietro.
Bisogna mettere un punto a tutto. Ai pensieri negativi in primis.
Oggi mi sono stati fatti i complimenti, e mentre una volta avrei reagito nasconsendomi dalla vergogna e dall’imbarazzo, oggi li ho accettati, e mi hanno fatto un gran bene.
Mi hanno fatto vedere che in me del bello c’è, qualcosa di cui gioire, anche se la prima reazione della mia mente è stata quella di mettere in discussione il complimento. Ma si sa, nessun cambiamento è semplice.
Sentirsi bene.
E’ una sensazione strana che non provavo da tempo, e dopo oggi, ho capito almeno qualcosina di quello di cui ho bisogno.
Ci vorrà molto impegno, ma credo di potercela fare.
Siamo venuti qui per vivere, e se sprechiamo tempo nell’inedia, nel girovagare in penseri poco costruttivi, se ci perdiamo in rabbia, invidia, tristezza, paura, le cose non cambieranno mai.
Certi, i momenti no esistono per tutti, e vanno vissuti per come sono.
Non reprimendoli, perchè prima o poi ritornano, trasformati forse in qualcosa di peggio.
Meglio accettarli, sentirli –come un fidato amico mi ha consigliato- e sbriciolare la paura della paura.
Un cammino duro, ma che devo intraprendere.
martedì 20 luglio 2010
Un nuovo mondo...
mercoledì 30 giugno 2010
Manca poco...
Pernso al mio essere egoico.
Sabato non sarà il mio giorno, io sarò solo una testimone.
Però mi prende l'ansia. E' una settimana che non dormo, faccio incubi (tipo arrivare in ritardo, non trovare la casa della sposa, ecc...) e mi sveglio più stanca della sera prima.
Ho paura.
Paura che mi torni l'attacco di panico.
E non poter uscire, dato che son la testimone. Non è che posso andarmene e dire "Scusate un attimo, esco un momentino"....
E devo anche leggere...
Devo cambiare.
Se no sarà così per sempre.
Ed è solo un matrimonio, nemmeno mio.
martedì 22 giugno 2010
My own point of view...
Dagli appunti della mia professoressa:
"To regenerate life you have to kill something inside yourself, and you have to abandon the old, in order to renew yourself, otherwise your land becames sterile and infertile". (Per rigenerare la vita devi uccidere, estirpare qualcosa dentro te, e devi abbandonare il vecchio per rinnovare te stesso, altrimenti la tua "terra" diventa sterile, non fertile).
Lo so.
Ma mi è difficile lasciare la strada vecchia per la nuova, anche se so che sarebbe meglio.
Dovrei prendere spunto dalla mia amica Giulia, che da lunedì ha iniziato una nuova fase della sua vita.
Dovrei essere più centrata sul qui ed ora, invece che proiettarmi sempre sul passato e sul futuro.
Breath, Chiara, breath!!!
lunedì 21 giugno 2010
Una realtà da reinventare...
Non è andata.
Ed oltre al senso di fallimento, mi viene da chiedermi se non sia il caso di lasciare tutto e ripartire da zero.
Tirare una bella linea di netto, come i commercianti di una volta, quando a fine nota spese, dovevano fare i conti.
Se non quadrano, qualche errore c'è o c'è stato.
E di solito, la maestra, lo evidenziava in rosso.
Per me, però, non c'è nessuna matita rossa a disposizione.
Vago in queste giornate con la perenne sensazione di sbagliare qualcosa, senza capire realmente cosa.
E' difficile andare avanti.
Ed indietro non si può tornare.
Come sempre, più cerco di fare, e meno risolvo.
Percè prendo troppe cose tutte insieme.
so che non lo dovrei fare, che nelle sabbie mobili più ti muovi e peggio è.
Ma non posso nemmeno continuare a stare ferma nel pasato.
A farmi tormentare, a non-vivere per le mille paure che mi crea la mia seppur quieta esistenza.
Oggi mi sono resa conto che non basto.
E che non basta ciò che faccio.
Non basta l'impegno che ci ho messo, nè la volontà.
Un famoso trio diceva "Si può dare di più", come dicono le professoresse ai colloqui con i genitori di ragazzi intelligenti, ma poco portati all'applicarsi.
Io so solo che non ne posso più.
Che il cerchio che si stringe intorno a me, mi fa soffocare.
Credo di aver bisogno di tempo (anche se non dovrei proprio chiedrne altro), lontananza e pace.
sabato 19 giugno 2010
Cento poesie d'amore...
N° 83
Il tempo non è letto, nè la terra è sonno.
Gli alberi dell'amore sono spogli
e il luogo dorme come ha voluto l'amore,
senza coltri.
Chissà se la notte ha risvegliato i propri sogni;
ora corrono nella vita del sole.
Penso che questi astri che sbadigliano nell'orbita dell'amore
altro non siano che ferite sulla terra.
Canterò per questo luogo illuminato
dalle spoglie degli amanti che mi hanno preceduto,
questa esistenza non è che uno spazio per il canto.
_Adonis_
Il tempo non è letto, nè la terra è sonno.
Gli alberi dell'amore sono spogli
e il luogo dorme come ha voluto l'amore,
senza coltri.
Chissà se la notte ha risvegliato i propri sogni;
ora corrono nella vita del sole.
Penso che questi astri che sbadigliano nell'orbita dell'amore
altro non siano che ferite sulla terra.
Canterò per questo luogo illuminato
dalle spoglie degli amanti che mi hanno preceduto,
questa esistenza non è che uno spazio per il canto.
_Adonis_