lunedì 22 ottobre 2007

In cammino...

Finalmente mi sento viva, piena di energia, di voglia di fare. Aiuto mia madre, stiro, mi prendo cura della casa, che se è in ordine, vivo anche meglio.
Ho più voglia di parlare con i miei, con i miei fratelli, con le persone (mille!) che passano per casa mia, con chi mi rivolge la parola o mi chiede aiuto in università. Sento che sto rinascendo, sento che sto cambiando, anche se, come la scora settimana, ho avuto una ricaduta. Ma credo sia normale. Sto facendo un cammino di ricerca, per cui credo sia anche giusto ogni tanto ricadere, per darmi poi modo di imparare a risalire nuovamente.
Sento che qualcosa cambia: ok, ammetto che questa settimana col cibo è andata male, ma credo perchè avevo lasciato perdere la volontà e l'impegno in questo cammino.
Troppe cose insieme, tanti cambiamenti probabilmente mi hanno spaventata come sempre, così mi sono sabotata mangiando; che poi ho scoperto essere il motivo dei miei mal di testa.
Infatti quando mangio tanto e male, continuamente, dolce o salato senza distinzione, solo per mettere a tacere quella sensazione di abisso che sento dentro, è come se mi "ingolfassi" ed il mio corpo mi dicesse che qualcosa non va. Come faceva un po' con il mal di stomaco, quando lavoravo.
Come ho letto nel "libro" famoso, devo imparare ad ascoltare il mio corpo, e non metterlo a tacere ogni volta che mi dice qualcosa che non voglio sentire... Giuly, forse tu mi capisci.
Così oggi ho ripreso a mangiare bene e in modo giusto, insieme a mia madre; non voglio ricadere nel mio solito giochetto mentale "Brava scema, hai mangiato tanto e quindi tanto vale che continui, tanto ormai... ". Invece NO!
Ok, ho fatto una settimana di cazzate, ma adesso basta. Si riprende la via per stare e per volersi bene. Due settimane fa, che mi sentivo benissimo, ero anche più in armonia col resto. Quindi devo imparare a stare bene mentalmente, per stare bene anche col mio "contorno".
E come dice il libro, devo imparare a stare da sola. Attenzione, non "isolata", che ha carattere negativo, ma "sola", cioè in equilibrio con me stessa in primis, per poi saper stare in equilibrio insieme alle altre persone.
Quando D. si è rifatto vivo, mi sono appoggiata completamente a lui, ma oggi ho "riaperto" gli occhi ed ho capito che non devo. Primo perchè lui e la fidanzata che mi teneva lontana, si sono appena lasciati; e poi perchè non posso avere una dipendenza d'affetto.
E' vero che lui mi tira sempre su di morale, e mi capisce molto bene, è dolce e premuroso, però non posso appoggiarmi.
La prima settimana di università, quando ci siamo rivisti per un caffè, mi ha detto che mi trovava diversa, luminosa, come se qualcosa in me fosse cambiato. Così gli ho detto del medico, dei libri, del "viaggio" che ho iniziato...
Sono rimasta un po' sorpresa del suo capire molte cose prima di aver avuto il tempo di potergliele dire io stessa. Beh, questo vuol forse dire che sono diventata davvero un pochino più positiva...
O per lo meno lo spero. Però è certo che è per me importante.
Me ne rendo conto dalla voglia di fare che ho, dalla capacità ritrovata di stare concentrata per più di un'ora, per arrivare poi agli antichi tempi di concentrazione... Nella voglia di andare ogni mattina molto presto in piazza I maggio per trovare posto libero per il mio bolide e magari restare in università fino alle sei, tra corsi e studio in biblioteca.
E poi arrivare a casa e voler dare una mano a mia madre, provvedere al pranzo o alla cena. Come oggi: è stato bello poterle dire "Vai di là, sul divano, tranquilla". Si è potuta vedere in santa pace la Prova del cuoco, mentre mia nonna in cucina si vedeva Forum, e dove io "operavo".
Mi sono sentita orgogliosa. E sia ieri che oggi, ho rassettato la cucina senza aspettarla , mentre era al telefono, in modo da farle trovare già tutto fatto al suo ritorno dalla chiamata con gli zii.
Io imparo e mi rendo utile,e lei si stanza meno. Sono orgogliosa quando faccio questo; mi si riempie il cuore e la sensazione che provo è simile a quella che sento quando guardo un bimbo piccolino. Non so, ma è come se qualcuno mi prendesse il cuore e lo stringesse, piano piano, in una mano. E' una specie di dolore piacevole. Non so se lo abbiate mai provato...
Sono io ora, sto cercando di essere quella che sono; sto cercando di togliermi di dosso il fango a strati di odio e male che sentivo, che mi ha portato il passato, e che piano piano sto cercando di ricollocare al giusto posto e a cui sto cercando di dare l'esatta importanza.
E' difficile combattere una cosa che hai in te da molto e che ti ha cambiata così tanto, da portarti a credere di essere fatta proprio così.
E' bello, invece, sapere di poter "rinascere", evolvere, diventare altro... Anche perchè la vita stessa è evoluzione, mentre per me si era bloccata, e non progrediva.
Continuo a guardare al passato, è vero; però ora lo faccio intermezzando questo con un'occhiata al presente. E vedo che lo faccio sempre più di frequente: cerco di vivere di più il presente, in modo che quando sarà "passato", possa essere bello, sereno; in modo che ci sia qualcosa di piacevole da ricordare.
Certo, non tutte le giornate sono positiva ed energica, ma sto cercando di imparare a reagire.
Una giornata inizia male? Ok, niente paura! mi fermo un attimo a riflettere che succede, lascio a questo pensiero il giusto spazio, però poi cerco di girare pagina, di sorridere, di cantare ( e Giulia sa come...ih ih ih e dove...ih ih ), di fare qualcosa che renda buona quella giornata.

Ehm... ho riletto ciò che ho scritto e... beh... sembro sotto l'effetto di droghe, figlia-dei-fiori-style, ma non è così! Si mi sento bene, ma senza droghe.

Ieri sono andata a vedere mio fratello minore alla partita di calcio. Premesso che non lo vedevo da 6 o 7 anni credo perchè prima la domenica giocavo io, poi ho iniziato a lavorare, ero molto emozionata.
Mi sentivo come una madre credo si possa sentire nell'accompagnare il figlio alla prima partita di calcio.
Orgogliosa e preoccupata allo stesso tempo. Beh, Giuly mi conosce e non per niente la mia amica K. mi chiama "sborfedôr" (=annaffiatoio), fatto sta che stavo per piangere in due occasioni... Una volta quando mio fratello ha abilmente dribblato due giocatori e dal centrocampo è avanzato per appoggiare poi la palla, e l'altra quando ha fatto un cross, praticamente sui piedi dell'attaccante che ha poi fatto il 2-0.
Ero come una chioccia... Che ridere...
Beh, se sono così contenta ora e serena devo ringraziare la mia family, Giuly (che sa sempre avere per me parole uniche), le amiche di sempre, e le nuove amiche, le new entry, oltre che D.
Bacini! Scappo a preparare la cena!

P.S: Vi consiglio di ascoltare "Soli a metà" cantata da Manuel Aspidi...

P:S. x Giuly: quello che trovi in questa pagina è quello che ho tratto da una parte della lettera per te. Ovviamente per te ci saranno diversi particolari in più. ¡Te quiero!

giovedì 18 ottobre 2007

Un giovedì tra tanti...




Eccomi qui a scrivere dall'aula informatica dell'università.


Oggi fa freddo. o per lo meno io losento. Le giornate si stanno inesorabilmente accorciando e tra qualche giorno cambierà l'ora.


Ieri, dal pomeriggio, una sensazione brutta, fastidiosa, si è impossessata del mio umore e a nulla sono valse le frasi di conforto dei miei amici. Amici... Nemmeno tutti, solo due perche agli altri non volevo far saper che stavo a pezzi.


Ma per cosa poi? Non l'ho mica ancora capito... anzi, a dire il vero, come sempre, lo so. La mancanza di alcune cose...


Perchè si va sempre a frugare nel reparto "oggetti smarriti o mai posseduti"?


Perchè non si guarda alle cose positive, e belle che sihanno?


Certo, per una per il quale il pessimismo è stato l'orientamento della vita fino a poco tempo fa, virare così bruscamente verso una visione rosea della vita è quasi impossibile. Improbabile, correggerei, perchè almmeno in questa parola c'è una possibilità, ci si lascia un margine positivo... Uffi... Mi da fastidio essere così ingrata, non godermi le cose che ho e smetterla una buona volta di vivere in " assenza".


Alla fine che cambia? Cosa ci guadagno? Beh, nulla se non qualche chilo in nervoso o qualche ruga nel viso sempre più corrucciato.


Eccheccavolo! Basta, no? A volte mi prende una voglia irrefrenabile di uscire nel mio giardino, nel mio corile e mettermi ad urlare come una squilibrata, oppure provo il desiderio di correre, correre, correre a perdifiato fino ad essere così stanca da non poter fare altro che fermarmi e distendermi.


Le cose vanno molto meglio, pensandoci, rispetto a qualche mese fa, ma la strada è lunga.


So che più si deve lottare per una cosa, più questa ha valore; però a volte mi sento stanca, a 20 anni. Ma si puedial?


Come detto in passato, non voglio essere una tardona 50enne che poi si sveglia un bel giorno con la crisi di mezza età ed inizia a folleggiare, per recuperare una giovinezza che non ha vissuto o comunque ha vissuto male.


Io non voglio avere rimpianti, non voglio dover pensare in futuro "che occasione ho sprecato"! Già ne ho ora e non voglio averne altri. Cose di poco conto, più o meno, ma che fa male comunque fermarsi a vedere.


Non so perchè parto sempre con queste mie invettive contro un destino infausto, quando poi sono io la prima a non fare nulla per cambiare le cose. siete d'accordo?


Quindi basta, anche se questa giornata non è partita bene devo cercare di raccogliere il mio stato d'animo, buttarlo nel cesso e sorridere. Un sorriso tira l'altro e probabilmente può sconfiggere i brutti pensieri. Non passarci sopra, sia chiaro, ma guardarli, accoglierli e dargli il giusto peso e posticino, pewr poi girare pagina e stare meglio, senza angoscia o tormento alcuno.


Busadis!

martedì 16 ottobre 2007

Autumn in N.Y. ... A Udin!

Ciao! Finalmente riprendo in mano carta e penna, se mi permettete, per lasciare le mie ultime notizie.
Beh, che dire... Che riprendere l'università mi sta dando un grande slancio e mi serviva, e che dopo la scorsa settimana, ora mi sento di nuovo bene. Sempre la scorsa settimana un mio amico si è rifatto vivo, e sempe la scorsa settimana la sua tipa lo ha lasciato ed io gli sto un po' vicino per tirargli su il morale.
Quello solitamente mi riesce =)
Stsear palestra e non vedo l'ora! Giovedì ho saltato per andare a teatro, ed ho un po' di tensioni da scaricare... Giuly ne sa qualcosa...


Altre news, a parte che sono arrivata in biblio con il motorino -figata, mi sento come un'adolescente alla sua prima uscita col Ciao- non ce ne sono.
Beh vorrei tanto sapere che mi combihna §Giulia, ma tempo al tempo, lo scoprirò.
Son di fretta perchè la Linguistica ed il Deutsch mi chiamano.
Bacini a voi

domenica 14 ottobre 2007

Love at the first sight...


Eh (sospiro), Giuly, Giuly...
So che intendi quando dici che a volte si avverte una certa "pesantezza", una sensazione di nullità che ti prende. Ed anche se sai benissimo che conti molto per qualcuno (come tu per me) a volte, proprio in quegli attimi, nulla vale a farti pensare l'opposto.
Pur avendo la salute, l'intelligenza, una buona famiglia (cose per niente al mondo da sottovalutare), ci si sente incompleti, senza senso. Ed a me capita anche di avvertire un certo senso di colpa per questa mia ingratitudine verso cose come queste, comunque molto importanti.
Stare bene a casa, avere una famiglia che tiene a te, degli amici che ti cercano, eppure sentirsi come se stessimo girando a vuoto per l'aia.
Prima stavo finendo di stirare, e come sempre cantavo seguendo la radio -cosa che mi rilasssssa- e mio padre mi fa "tu staas propite ben, no?". Ed io gli ho detto un SI' deciso. Gli ho detto che se sapevo prima che era quella la scelta da fare, ovvero mollare il lavoro, mi sarei risparmiata mesi di insonnia e mal di stomaco. Anche se probabilmente lo sapevo quale era la cosa a farmi stare male. Ma per i vari motivi familiari nonchè primariamente economici, cercavo di non pensare a lasciare il lavoro.
Ora però rngrazio un po' la forza che ho trovato, e l'appoggio dei miei, che mi hanno appoggiato nella scelta, pur di vedermi felice.
Che dire giuly? Ok, i tuoi probabilmente non manifesteranno il tuo amore con cioccolatini ed abbracci... Però, se mi permetti di dirti una cosa... E se mi prometti che non te ne risenti o che se te ne risenti, me lo dici... Ecco... beh... secondo me sei troppo aggressiva.
Quando vengo a trovarti i tuoi o tua sorella cercano di comunicare con te, ma tu parli solamente, con loro. Già da come ti muovi, fisicamente, manifesti chiusura; sei quasi scocciata che ti parlino, e se li lasci parlare, manifesti una certa insofferenza nell'ascoltare quello che dicono. Credo che per la testa ti passi spesso la frase "ma che ne sanno? ma cosa dici? cosa vuoi sapere tu di come sono e come sto!!!"
Questo almeno è quello che io sentivo nei confronti di mio fratello maggiore, fino a qualche mese fa. Non so da cosa nascesse, se da un pensiero inconscio, una sensazione di differenza di tattamento da parte dei miei, tra lui e me. O se dipendesse dal suo essere in forma, come mio fratello minore, mentre io sono l'unica con più forme tra i tre.
Non lo so da cosa dipendesse, certo è che da quando vado dal bioterapeuta, che scava in me, e porta alla luce cose sepolte (che nemmeno sapevo di aver lasciato sedimentare e che pensavo ormai passate), il rapporto con lui va meglio.
Io prima abbracciavo solo mia madre e mio fratello minore, non ho remore nel dirlo, ed anche con mio padre non avevo grandi slanci. Nemmeno dalle mie amiche mi lasciavo abbracciare, e se lo facevano a tradimento, stavo lì, come un pezzo di marmo.
Io li volevo quegli abbracci, li desideravo, ma non amandomi -nè per com'ero dentro, tantomeno per com'ero fuori- non sapevo nemmeno come fare. Poi, sulla mia strada incontro una persona di cui mi osno innamorata, per cui avevo davvero perso la testa. Ed è stato il primo a cui ho permesso di darmi un abbraccio, ed è una delle poche cose stupende che ricordo di lui. Tenero, rassicurante, protettivo, quello che avevo sempre cercato. E per queste cose, non mi sono pentita di averlo trovato sulla mia strada.
Da lì, mi sono slanciata anche io con le persone, provando sempre un certo imbarazzo nel farlo, ma sentendo anche un'esplosione di affetto, quando ormai ero lì attaccata...
Che ridere... Sì, mi faccio ridere, perchè al vedermi non credo si possa pensare che io abbia paura di abbracciare qualcuno. Forse ne ho perchè in un abbraccio, si anientano le difese, si diventa vulnerabili, e quindi esposti a qualche brutto tiro...no?
Probabilmente, come Giuly, questa sensazione di sentirsi inutili, nasce dal fatto che non abbiamo di certo ancora trovato la nostra strada. Probabilmente stiamo temporeggiando o lo abbiamo fatto -come nel mio caso- per il timore di avere le idee chiare. Ovvero, se uno sa ha il progetto definitivo tra le mani, deve passare poi alla sua realizzazione. Ed io credo che noi due -Giuly sto parlando proprio a te! =) - abbiamo paura di essere brave in qualcosa, ma non nel FARE qualcosa, perchè come abbiamo visto o stiamo vedendo, ne siamo capaci.
sappiamo badare alla casa, io nelle ripetizioni o nel alvoro che facevo mi hanno sempre elogiata, tu sei vista come una delle insegnanti di pc migliori, so arrangiarmi col lavoro dei miei, tu sai essere molto disponibile con i tuoi affetti familiari.
Se ci danno un compito, ci mettiamo d'impegno e lo svolgiamo al meglio, ricevendo spesso anche complimenti, che sempre ci imbarazzano.
Però, se ci fermiamo a pensare, cosa vogliamo diventare da grandi?
Qual'è il nostro sogno? Quale vorresti fosse l'incombenza giornaliera che ti può dare lo slancio alla sveglia, ogni mattina?
Credo che è questo quello a cui dobbiamo pensare... O per lo meno io...
Ho notato come, stando un pochino meglio con me stessa, anche all'università siano cambiate un pochino le cose. Tante ragazze mi si sono avvicinate per chiedere info o fare quattro chiacchiere. Mi sono detta " Che diavolo è cambiato? La mia espressione? La mia postura?". Buh, non lo so . Fatto sta che questa settimana ho fatto nuove conoscenze. In più, nello sbrigare le commissioni per mia madre, o nell'accogliere il viavai di gnete che passa per questo porto di mare che io chiamo casa, son stata più socievole, meno frettoloosa e più sincera nell'interessarmi alle loro parole.
Io e te, Giuly, abbiamo questa idea di amore a prima vista. Di amore per sempre, di amore che nasce per caso, come nei romanzi o nei film. Un ragazzo che ti nota, che segue un po' le tue orme, capisce che fai, i gusti, i movimenti, e dalle tue parole si innamora di te, fino a che si dichaira, ovviamente in modo altrettanto poetico e filmesco. Quindi, evvai che partiamo con la nostra proiezione privata: lui che ti lascia dei fiori al cancello, una lettera dove si dichiara anonimamente, un appuntamento segreto... Tutte cose stile Harmony, che noi diciamo di non amare, data la nostra timidezza, ma che probabilmente è quello che cerchiamo.
Io ho provato, da poco, a vedere una persona, per provare a me stessa di essrere come molte. una che non bada tanto alle sottigliezze, e che probabilmente a suo modo, non pensandolo direttamente, ha lasciato credere di essere disponibile. Solo che poi, sono rientrata in me!
Qualcosa non andava nella situazione, nel vedere uno così, tanto per; che comunque non ti ha detto nulla e per cui hai capito di essere la "ragazza di transizione", come io la chiamo.
E questa sarebbe quella che gli uomini in genere usano tra una storia seria, importante dalla quale solitamente escono con le ossa rotte, e la prossima fiamma, la donna che tornerà ad accendere le loro vite.
Quella di transizione permette loro di sentirsi ancora uomini, di destare il loro senso di potere nelle relazioni, trattando la poveretta di turno (più o meno accondiscendente) come una pezza da piedi, ottenendo ciò che desiderano -non mi riferisco solo al punto di vista sessuale, ma anche come dialogo-, e lasciarle poi lungo la strada.
Ho visto che, anche se ho provato ad essere una che conosce uno così, tanto per conoscere gente nuova, non ce l'ho fatta a compromettere quella che sono, pur pentendomi di avergli concesso più del dovuto. Giuly, non ti psaventare! mi riferisco a un po' di "piovrismo" non gradito e ad un bacio.
Ecco, io non ne sono capace. baciare senza provare nulla, non mi rende orgogliosa di me stessa. E quando un apersona perde il proprio rispetto... non ne esce mai nulla di buono.
Io e te, vorremmo un'amore di quelli che si trovano forse una volta nella vita; uno di quegli amori che dura nel tempo, ma non per reciproca sopportazione, ma per amore. Io so che all'inizio è passione, innamoramento, travolgimento di ogni cosa, e che poi, con l'andare del tempo si trasforma. Diventa affetto, Amore. Amore che per me significa voler bene allaltro, ma riuscire soprattutto ad amare le cose di quella persona che alle volte ci mandano "ai pazzi".
Io non so se per me esiste uan cosa del genere. Sino ad ora no. Alla fine non credo nemmenno di esseremi mai innamorata sul serio. Sì, preso delle grandi cantonate, ma ora vedo che probabilmente quelli non son mai stati amori, da parte mia, ma cose via via sempre diverse.
Desiderio di possesso, bisogno di dipendenza, affetto quasi materno... A seconda delle situazioni, sentimenti diversi, ma credo mai amore.
Come dici tu , Giulia, credo che quando troveremo l'Amore, ce ne accorgeremo. Avremo gli strumenti per riconoscerlo.
Ora però, probabilmente, dovremmo pensare a riconoscere NOI. Se non siamo in equilibrio con noi stesse, richieremmo di rovinare quello che potrebbe essere l'amore per noi. Se siamo gelose o possessive perchè non amiamo quello che abbiamo, si crea uno squilibrio, che può portare a conseguenze pesanti. Magari a litigi, dove le parole ci mettono poco a prendere il volo, e a ferire l'altro. E quando una cosa perfetta si rompe, quasi mai poi si riesce ad aggiustare.
Secondo me, nonostante il nostro desiderio di sentirci importanti per qualcuno, perchè crediamo così di sentirci poi bene, dovremmo decidere che fare di noi. Far pendere l'ago della bilancia (e questa immagiune ci sta a pennello) dalla parte positiva, per noi. Dalla parte costruttiva, interessante, benefica per noi.
E' difficile, lo so. In questi giorni c'è stata per me una crisi tremenda, che mi ha fatto ripensare ai momenti bui del passato e dalla quale pensavo di non riuscire a saltare fuori... Non volevo tornare indietro, dopo questo periodo di benessere. Invece, eccomi qui a sentirmi bene. Ok, un po' malinocnica se penso che in Amore non c'è, ma non presa male come in passato. E questo sai perchè? Perchè sono diventata meno aggressiva con la mia famiglia, meglio disposta al dialogo e pronta per una risata, anche per deridere me stessa.
Perchè una volta non provi a zittire i tuoi, o tua sorella con un abbraccio? Perchè una volta non provi a sconvolgerli?
Probabilmente rimarranno male, imbarazzati (specie se penso a tuo padre), forse ti respingeranno gurdandoti con un'espressione che dice "Abrazasi a 22 ains?"... però secondo me faresti bingo. non se lo aspettano da te che tronchi sempre i discorsi, che non lasci loro un po' di spazio per fare sì che i loro approcci alle volte critici, è vero, possano diventare rapporti più amichevoli? E poi magari dialogo tranquillo, dove non sentirti minacciata o giudicata da loro, che alla fine cercano solo di afre il tuo bene?
Io è quello che ho provato con mio fratello. Litigi forti, rispondevo a lui sempre male, anche semplicemente perchè avevo la luna storta. Farlo stare male era come una ricompensa per il mio malessere. Quando ho capito che così non era, mi sono ammorbidita un pochino. Anche se il primo abbraccio, se ci penso è stato comico. Lui tutto coccolino ed "aggrapposo", io dura, con le braccia lungo i fianchi, ch epoi lui ha provveduto a posizionare... Ih ih ih. Tipo i film dove il Lui di turno poggia casualmente la mano sul didietro di Lei, e Lei con tranquillità la sposta un po' più in su. Ecco, mio fratello uguale...

Caspita, da dove sono partita per quest'arringa? Il fatto Giuly, che mi stai molto a cuore, anzi ti voglio proprio bene. Quindi se ti dico certe cose, oppure ho la presunzione di sapere che pensi, è solo perchè voglio che tu stia meglio; e non conoscendo modo migliore, non vedendoci spesso e non potendo parlare sempre a quattr'occhi, ti scrivo...
Io spero che qualcosa ti possa aiutare a sentirti bene e soprattutto essenzaiale... Per me lo sei.

Few words...

Poche parole... Almeno questo è l'intento, poi se ci scappa qualche riga in più... beh, come Giuly sa, non mi tiro indietro.
Finalmente oggi bella giornata, emotivamente parlando. Sveglia presto, alle 7 meno venti per una doccia veloce a prepararmi per andare a messa.
Oggi c'era un bel ventolino, ed io mi sono munita di giubbotto e mio padre mi fa "Alore giulugne? E cuant ch'al sarà freet ce metitu?", ridendo ovviamente... Per chi non conosce il friulano, suonerbbe più o meno come "Hey, freddolosa, e quando farà freddo che metterai?". Il termine scritto correttamente sarebbe "gilugne" e significa brina, ma sta per indicare persona freddolosa e senza sangue... come me!
Poi via a casa, dopo la colazione al bar, ovviamente buonissima. Io al reparto pulizie di sopra, camera mia e di mia nonna, mia madre invece al reparto culinario. Oggi il menù prevede gnocchi fatti in casa col ragù preparato ieri... Ma quali problemi della vita!
Queste sono cose per cui vale la pena sorridere!!!
Oggi pomeriggio sarà per me un'incognita. Se mio fratello gioca qui in paese lo vado a vedere, finalmente, se no credo che mi noleggerò un bel film, anche perchè ieri me ne sono stati consigliati diversi e vediamo se qui, nel paese "dongje" è disponibile, ma soprattutto se c'è, dato che sarebbe un casino andare al Blockbuster a Udine, dato che mezza città è chiusa per le Olimpiadi.
Serata con griglia, rigorosamente con le braci, tutto Made in mio padre. Abbiamo da provare anche le fiorentine... Esperimenti sempre ben accetti se così succulenti!
Buona giornata a voi, ed il tempo sarà un buon compagno.
Besitos
Anche se

Di corsa...




In piedi dalle sette...
Sono di passaggio perchè come vedete ho del alvoro da sbrigare... Pulizie e pulizie come una brava donna di casa da sposare!
E ne vado fiera!
A più tardi... PS: buongiorno a tutti!

giovedì 11 ottobre 2007

Let's the sunshine in...

Eccomi qui, a riflettere per l'ennesima volta...
Ma oggi qualcosa è diverso. Non sono abbattuta, la prendo tranquillamente, accetto gli eventi e li prendo come esperienza.
Senza rimuginare troppo, senza accusare e senza sentirmi sbagliata.
Sono di corsa, ma volevo lasciare questa sensazione.
Bacini