Eccomi qui...
Venerdì finalmente vedrò il contratto, e se tutto va bene, lunedì inizierò un lavoro di 6 mesi come commessa nel centro commerciale a 3 minuti da casa mia.
E' un negozio di abbigliamento per bambini, ed è un contratto da stagista regionale...
Perciò le mie 39 ore a settimana per 500 euro al mese, non prevederanno contributi o altro.
Certo, è per sei mesi, e mi permetterà di finire gli studi, però io lo classificherei sotto ciò che credo sia "sfruttamento".
Sia chiaro, non parto con l'idea di sputare già nel piatto dove mangerò, perchè credo che comunque sarà un lavoro che mi piace...
E vero è che finchè non leggo il contratto non posso dire nulla.
La cosa che mi ha lasciata un pochino così è che prima mi hanno detto che la domenica le stagiste non lavorano, e poi invece che potrà capitarmi qualche domenica, perchè le condizioni degli stagisti sono cambiate...
Le mie ore saranno sempre quelle perciò a me va bene, purchè non siano tutte le domeniche. Per fortuna, a quanto pare, l'orari mi permetterà comunque di andare agli allenamenti di pallavolo... Ci ho messo 10 nni per decidermi di ricominciare, e non voglio mollare proprio ora...
Vabbè... Sarà quel che Dio vorrà...
Attendiamo, nel frattempo, venerdì.
mercoledì 30 marzo 2011
domenica 13 marzo 2011
Non ci posso credere...
Non ci posso credere...
Sono invidiosa. Invidiosa di quelle ragazzine vanesie con le unghie finte curate, vestite alla moda, che hanno negli occhi la voglia di vedere com'è il mondo là fuori, sicure di loro stesse.
Io, che ho sempre odiato le cose posticce (dai capelli, alle unghie -anche perchè credo che non riuscirei a fare nulla-),che non mi tingo i capelli perchè non voglio "ricoprirmi" con qualcosa di finto,che più di tanto non seguo il glamour o la moda...
Io che ho sempre puntato all'esseziale e alla concretezza...
Destabilizzata.
E Invidiosa.
Brutta cosa l'invidia. Eh, già.
L'invidia per un tempo che non ho vissuto, per la voglia di poter spendere per me stessa una cifra diversa da quella sempre "tirata" che posso spendere, quando posso e non rinuncio in partenza per non chiedere.
E' come se stessi vomitando tutto ciò che mi rode dentro, in un solo momento.
Sto male e non so perchè.
So che non è solo questo. So che mi sto "disintossicando" dal passato. So che il mrcio vuole lasciarmi morire lì.
Ma qualcosa in me ancora vive e combatte ogni giorno con il mio "brutto".
Una violenza di pensieri inaudita.
Una voglia di urlare che mi serra la gola.
Non esce nulla.
Solo un lacrimone che ricaccio indietro perchè mi sono venua a noia.
Sempre la solita, ciclica storia.
Malessere, brutti pensieri, lacrime, sfogo e repeat.
mercoledì 16 febbraio 2011
St. Valentine's day...
Dato che lunedì sera avevo allenamento e che c'era la possibilità di avere l'esame martedì -slittato invece a lunedì prossimo- il regalo alla mia dolce metà, l'ho donato ieri sera: una bella cenetta.
Io e lui in salotto, con la tavola ben apparecchiata, i calici e una candela accesa, i miei in cucina con mia nonna e i miei fratelli... Sì, so che fa un po' ridere, ma è da due anni ormai che lo facciamo ed è un modo per avere l'illusione di un "nido" tutto nostro.
I miei ridono sotto i baffi quando mi vedono talmente innamorata da lavorare tutto il pomeriggio per il mio tesssssssoro, ma a me non importa. Finchè c'è amore, ci sono i pensieri dolci e le carinerie, e spero che questo duri per molto, molto, molto tempo.
Abbiamo iniziato con dei gamberetti fritti con farina di mais da intingere in una salsa agrodolce ai peperoni... yum! Poi risotto con granchio, patate al forno e medaglioni di salmone con una riduzione al pepe rosa... mousse con frutti di bosco e caffè...
E poi! beh mi sembra sufficiente, no?
Lui è stato molto contento di questo mio "regalo" - l'unica cosa che mi potessi permettere dato le ristrettezze economiche del momento- e a me è bastato vederlo felice e col pancino pieno. =)
Amo prendermi cura delle persone che amo, fosse anche solo prendendole per la gola!
venerdì 11 febbraio 2011
sabato 5 febbraio 2011
Una carota, un uovo, una tazzina di caffè...
Una storia che ho letto in un blog che seguo http://sonosoloio.style.it/
giovane ragazza venne dalla madre per lamentarsi di come la vita fosse così dura per lei.
Non sapeva più come cavarsela e aveva tanta voglia di piantare tutto; era stanca di combattere con le vicende della vita.
Sembrava che, appena un problema era risolto, un altro ne sorgesse a complicare le cose.
La madre la portò in cucina. Riempì tre tegamini di acqua e li depose sul gas a fuoco alto. Presto l’acqua cominciò a bollire. Nel primo mise una carota, nel secondo un uovo, e nel terzo una manciata di chicchi di caffè macinati. Li lasciò bollire per un certo tempo senza dire niente.
Dopo circa venti minuti spense il fuoco. Tirò fuori la carota e la depose su un piattino. Così fece anche con l’uovo, e versò il caffè, filtrandolo, in una tazza.
Rivolgendosi poi alla figlia, le chiese: “Dimmi cosa vedi.”
“Una carota, un uovo e del caffè”, rispose la figlia.
La madre le disse di avvicinarsi e di toccare la carota. Lo fece e notò che era soffice. Poi la madre le disse di prendere in mano l’uovo e di romperlo.
Dopo averlo tolto il guscio, notò l’uovo indurito dalla bollitura.
Poi la madre disse alla figlia di sorseggiare il caffè. La ragazza cominciò a sorridere al contatto con il ricco aroma del liquido che beveva.
Poi, chiese alla madre:
“Che cosa significa tutto questo?”
La madre le spiegò che ognuna delle tre cose aveva dovuto far fronte alla stessa avversità: l’acqua bollente.
E ognuna di esse aveva reagito in modo diverso.
1-La carota era entrata nell’acqua forte e dura…. Ma dopo aver lottato con l’acqua bollente, si era rammollita e indebolita.
2-L’uovo era entrato nell’acqua fragile. Il guscio sottile proteggeva il suo interno liquido, ma dopo aver lottato con l’acqua bollente si era indurito.
3-Il caffè macinato, invece, si era comportato in modo del tutto unico.
Dopo essere stato gettato nell’acqua bollente, esso aveva agito sull’acqua e l’aveva trasformata!
“Con quale di questi tre ti identifichi”, chiese la madre alla figlia?
“Quando l’avversità bussa alla tua porta, come rispondi? Ti comporti come la carota, come l’uovo o come i grani di caffè macinati?
Chiediti sempre “a quale di questi tre rassomiglio”?
-Sono come la carota che sembra forte e dura, poi a causa della sofferenza e dell’avversità divento soffice e rammollita e perdo la mia forza?
-Sono come l’uovo che all’inizio ha un cuore tenero e malleabile, ma cambia con il calore? Avevo un buon carattere e un’indole serena, poi a causa di una sofferenza causata dalla morte di una persona cara o da una depressione, una transazione finanziaria andata male o qualche altra prova, sono diventato indurito e gelido? Forse il mio guscio sembra sempre lo stesso, ma all’interno mi sento amareggiato e indurito, con uno spirito arido e un cuore duro?
-Oppure, sono come il caffè macinato? Se guardi bene, esso cambia l’acqua, cioè proprio quelle circostanze che gli procurano sofferenza.
Quando l’acqua si scalda, il caffè comincia a emanare il suo aroma e la sua fragranza.
Se sei come il caffè, quando le cose cominceranno ad andarti male, tu diventerai migliore e cambierai la situazione che ti concerne.
Quando ti senti male, e le prove della vita sembrano essere enormi, cerchi di elevarti ad un altro livello?
Come ti comporti nelle avversità? Sei come una carota, un uovo o come i grani di caffè macinato?
Possa tu avere abbastanza gioia da renderti dolce, abbastanza prove da renderti forte, e abbastanza sofferenze da farti rimanere umano, e
abbastanza speranza da renderti felice.
Le persone più felici non sono quelle che hanno il meglio di tutto;
Sono quelle che sanno tirare il meglio da quello che la vita riserva loro.
Il futuro più luminoso sarà sempre basato su un passato dimenticato; non puoi avanzare nella vita se non lasci andare gli sbagli del tuo passato e tutto quello che ti fa soffrire nel profondo.
Semplice, anzi semplicissima, ma quanto valore in questa storia...
venerdì 28 gennaio 2011
Un post datato 23 luglio...
Quando decidiamo di vivere realmente, il mondo intorno cambia.
Le cose sono più luminose, i volti più sorridenti, si notano aspetti della vita che prima rimanevano nascosti.
Io spero di aver squarciato il mio velo di Maya, di aver almeno creato una fenditura in quella tela davanti agli occhi che non mi lasciava vedere.
Spesso quando si decide di cambiare, il nostro essere richiama alla mente quei pensieri insani che ci fanno male, quasi volessero impedire l’incamminarci verso una nuova vita.
Tra pochi giorni compirò 25 anni, e tutto mi è stato chiaro.
Non voglio continuare a non vivere, a stare ferma sulla stessa mattonella per impedirmi di scegliere, e perciò di sbagliare.
Gli errori devono essere tali: esperienze da cui imparare, e non colpe, per cui non c’è riscatto.
Il passato è passato. Non posso continuare a vivere con lo sguardo volto all’indietro.
Bisogna mettere un punto a tutto. Ai pensieri negativi in primis.
Oggi mi sono stati fatti i complimenti, e mentre una volta avrei reagito nascondendomi dalla vergogna e dall’imbarazzo, oggi li ho accettati, e mi hanno fatto un gran bene.
Mi hanno fatto vedere che in me del bello c’è, qualcosa di cui gioire, anche se la prima reazione della mia mente è stata quella di mettere in discussione il complimento. Ma si sa, nessun cambiamento è semplice.
Sentirsi bene.
E’ una sensazione strana che non provavo da tempo, e dopo oggi, ho capito almeno qualcosina di quello di cui ho bisogno.
Ci vorrà molto impegno, ma credo di potercela fare.
Siamo venuti qui per vivere, e se sprechiamo tempo nell’inedia, nel girovagare in penseri poco costruttivi, se ci perdiamo in rabbia, invidia, tristezza, paura, le cose non cambieranno mai.
Certi, i momenti ‘no’ esistono per tutti, e vanno vissuti per come sono.
Non reprimendoli, perchè prima o poi ritornano, trasformati forse in qualcosa di peggio.
Meglio accettarli, sentirli –come un fidato amico mi ha consigliato- e sbriciolare la paura della paura.
Un cammino duro, ma che devo intraprendere.
giovedì 27 gennaio 2011
Concretamente mora
aderisco all'idea di Giulia (http://anemoneviola.style.it/)
Concretamente mora
Il tuo colore vero è il nero...al massimo il castano. È inutile nascondersi dietro improbabili look da Marilyn. Da vera mora sei affidabile, tenace, concreta. Tutti ti ritengono l'amica perfetta, una persona con la testa sulle spalle, la moglie ideale, la madre impeccabile e adorano la tua ironia e il tuo modo spigliato di conquistare la platea. In realtà anche tu a volte sei un po' melanconica ma cerchi di non farlo mai vedere all'esterno. E se hai deciso di farti bionda è proprio perché non ne puoi più di essere quella brava buona responsabile....e bla bla bla!
Non mi ci rivedo molto... provate!
Concretamente mora
Il tuo colore vero è il nero...al massimo il castano. È inutile nascondersi dietro improbabili look da Marilyn. Da vera mora sei affidabile, tenace, concreta. Tutti ti ritengono l'amica perfetta, una persona con la testa sulle spalle, la moglie ideale, la madre impeccabile e adorano la tua ironia e il tuo modo spigliato di conquistare la platea. In realtà anche tu a volte sei un po' melanconica ma cerchi di non farlo mai vedere all'esterno. E se hai deciso di farti bionda è proprio perché non ne puoi più di essere quella brava buona responsabile....e bla bla bla!
Non mi ci rivedo molto... provate!


