martedì 22 settembre 2009

Aprender a respirar...

Ma che ne so che ho!
Mi dò fastidio da sola, e so di rendermi pesante anche agli altri.
Tutto sta nel non volermi bene. E di conseguenza divento fredda con gli altri, mi faccio del male, e nel solito circolo vizioso, faccio quello che faccio sempre.

Mi rendo conto di essere una stronza, come se il fatto di star male così, fosse colpa degli altri. Invece dovrei solo guardare il mio ombelico.

E vedere in me il motivo del malessere.
Sento questa sorta di buco, che allo stesso tempo è qualcosa che mi soffoca. mi fa stare male. mi fa venire voglia di piangere, come ieri sera a casa del mio moroso, e mi fa avere solo voglia di stare a letto, col peluche morbido accanto a me, a farmi compagnia.

Vorrei sparire, ma sparire non si può.
Vorrei capire cos'è questo malessere, ma non ci riesco. E' come un pugno che ogni volta va sempre più giù, in fondo;che ogni volta mi stringe la bocca dello stomaco un po' più stretta.
Non so se le frasi hanno senso, ma scrivo di getto come sempre, perchè so che altrimenti filtrerei il discorso, per sembrare meno squilibrata.

Non so proprio in che parte di me posso trovare la forza che mi manca.

lunedì 21 settembre 2009

Punto.

.

Lutto...

Preghiera del paracadutista

"Eterno, Immenso Dio che creasti gli infiniti spazi e ne misurasti le misteriose profondità, guarda benigno a noi, Paracadutisti d'Italia, che nell' adempimento del dovere balzando dai nostri apparecchi, ci lanciamo nelle vastità dei cieli.

Manda l' Arcangelo S.Michele a nostro custode; guida e proteggi l'ardimentoso volo. Come nebbia al Sole, davanti a noi siano dissipati i nostri nemici. Candida come la seta del paracadute sia sempre la nostra fede e indomito il coraggio.

La nostra giovane vita è tua o Signore! Se è scritto che cadiamo, sia! Ma da ogni goccia del nostro sangue sorgano gagliardi figli e fratelli innumeri, orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro immancabile avvenire.

Benedici, o Signore, la nostra Patria, le Famiglie, i nostri Cari! Per loro, nell'alba e nel tramonto, sempre la nostra vita! E per noi, o Signore, il Tuo glorificante sorriso.

Così sia."

domenica 20 settembre 2009

Perchè...

Perchè mi è così difficile essere felice?
E' come se io non lo volessi.
Ogni cosa diventa un problema.
Ogni nuova notizia porta scompiglio dentro me, mi rivolta l'anima come un calzino, e mi fa sentire piccola piccola.

Quando sento parlare di casa, di matrimonio, anche se magari scherzando, io mi irrigidisco.
E non so perchè. E' come se non volessi crederci.
Perchè se poi non si avverano, so che non saprei come rimettere insieme i pezzetti di me.
E' come se non vedessi futuro. Come se volessi finire tutto qui, perchè tanto prima o poi finirà. Anche se io non voglio che finisca!
E' come un essere prevenuta, che mi fa mettere le mani avanti. Dare un taglio a qualcosa che mi fa stare bene, per paura di un'ipotetica sofferenza futura.

Perchè, mi dico "Chi sei tu, per cui deve andare tutto come vuoi?".
So che ora qualcuno mi sta maledicendo leggendomi, perchè ho una persona che mi ama e mi dice che sono bella, la salute non manca e la famiglia nemmeno...
Allora, cos'è questa cosa che mi rode e corrode da dentro?
Cosa diavolo è?

Sono stufa. Stufa. Stufa del mio atteggiamento.
Ed invece di aiutare ad aiutarmi, mi riempio. Di qualsiasi cosa.
Come a punirmi.

Ne risente tutto. La visone che ho di me, la mia sicurezza già carente, la mia speranza, il mio dare amore, perchè divento fredda senza volerlo.

Non so come sciogliere questo ghiaccio dentro me.
Che mi rende sarcastica. Fatalista. Nervosa. Disillusa. Adulta nel fisico, ma infantile nei pensieri.

Mi rendo conto, di non essere una persona "facile".
Però vorrei essere me stessa.
e fare ciò che voglio, dire ciò che penso, ed essere chi sono davvero.
non riesco proprio a disfarmi di questa corazza, costruita in 10 anni.

sabato 19 settembre 2009

Non lasciare...

...che un brutto pensiero spazzi via la bellezza di un'intera giornata.
No, no e poi no.

venerdì 18 settembre 2009

Apri le ali e vai...


Quando pensi che la tua vita non giri...
Quando credi che tutto stia andando storto...
Quando la sfiducia prende il sopravvento...

Basta poco.
Basta un niente.
Un esame superato.
La docente che manifesta il suo gradimento per la tua persona ed il tuo modo di lavorare.
Una nuova richiesta di lavoro.
L'amore della tua vita che passa due esami ostici in una settimana...
Piccole cose che mi hanno dato gioia.

E una chiacchierata sul suo divano... Mentre la tv parla, scoprire che il passato fa ancora male, e rompere in un pianto disperato, che fa paura perchè non riesce a fermarsi, e ti scuote. Sconquassa lo stomaco e sembra che ti inghiotta nel suo buio.
E' stato un momento duro, intenso, e sentirti dire che "ti aiuterò a superare questa cosa, con tutto il tempo che ci vorrà", ti fa sentire al sicuro.
Fa abbassare quelle difese che per colpa di altri hai messo in campo.

Speranza.
Non muore.
Ti ricorda che le ali le possiedi. e che per abitudine, per dolore o per pigrizia, ti sei solo dimenticato di usarle.

Basta aspettare il primo alito di vento. Spiegarle e lasciare che soffi sotto le tue ali.
Il volo sarà stupendo.

giovedì 17 settembre 2009

martedì 15 settembre 2009

Now I've had the time of my life...


E' sempre triste sapere che un tuo mito se n'è andato... La malattia che se l'è portato via, poi, è una delle più "veloci".
L'attore e uomo del mio film preferito, che da piccola mi faceva sognare, e che continua a farlo tutt'oggi.
Grazie, per le tue movenze, per "She's like the wind", e per l'idea che mi ha sempre accompagnato, che ognuna di noi può provare almeno una volta il suo dirty dancing.

Now I've had the time of my life
No I never felt this way before
Yes I swear it's the truth
And I owe it all to you
'Cause I've had the time of my life
And I owe it all to you
I've been waiting for so long
Now I've finally found someone to stand by me
We saw the writing on the wall
As we felt this magical fantasy
Now with passion in our eyes
There's no way we could disguise it secretly
So we take each other's hand
'Cause we seem to understand the urgency
Just remember
You're the one thing
I can't get enough of
So I'll tell you something
This could be love
Because
I've had the time of my life
No I never felt this way before
Yes I swear
It's the truth
And I owe it all to you
Hey baby
With my body and soul
I want you more than you'll ever know
So we'll just let it go
Don't be afraid to lose control, no
Yes I know what's on your mind when you say, "Stay with me tonight"
Stay with me just remember
You're the one thing
I can't get enough of
So I'll tell you something
This could be love
Because
I've had the time of my life
No I never felt this way before
Yes I swear it's the truth
And I owe it all to you
Cause I've had the time of my life
And I've searched through every open door
Till I've found the truth
And I owe it all to you
Now I've had the time of my life
No I never felt this way before
Yes I swear it's the truth
And I owe it all to you
I've had the time of my life
No I never felt this way before
Yes I swear it's the truth
And I owe it all to you
Cause I've had the time of my life
And I've searched through every open door
Till I've found the truth
And I owe it all to you
And I owe it all to you

sabato 12 settembre 2009

Da sempre...

Da sempre, il mio problema è stata la bilancia.
Quando dieci anni fa, e quasi 10 kg fa, chi mi allenava mi diceva che sarei dovuta dimagrire 2-3 kg per stare meglio, mi sentivo una grassona. Uno schifo. Poco tempo fa mi è ricapitato di vedere delle foto di quel periodo -io non ne ho perchè non ho mai amato farmi fotografare- e non credevo ai miei occhi: ero tornita, non grassa, senza un minimo di pancia...
Ora darei qualsiasi cosa per essere così.
Stavo in palestra 6 giorni su sette ad allenarmi, perchè la pallavolo era la mia vita.
Poi... quell'episodio.
E "carriera" finita. Dico carriera fra parentesi, perchè ero giovane, ma rimanere con il rimpianto è la cosa più brutta.
Sapere che la persona che ha contribuito a "distruggermi" come persona e come giocatrice era a conoscenza della chiamata della B2, mi fa ancora più male.
Magari sarei tornata a casa dopo 3 mesi, ma sapere di aver perso un treno, in quel modo poi, mi fa sentire di essere stata una sciocca. Una sprovveduta. Una stupida. Una finta matura.

E poi da lì, lo yo-yo con la bilancia.
L'altra sera, ad un compleanno, eravamo rimaste in tre: io, la festeggiata e una ragazza che non vedevo da circa nove anni, che giocava insieme a noi. E parlando dei vecchi tempi, è tornato fuori quel discorso.
Il motivo che mi ha fatto smettere di giocare.
E prendere coscienza di quanto ancora mi faccia male, di quanto condizioni la mia vita, la mia mente, è stata come una mazzata.
Rendermi conto che la controparte è uscita splendidamente da quella situazione, anzi, ha avuto un avanzamento nel settore, mi ha fatto male.
Ho provato un grande senso d'ingiustizia.
Anche ora, mentre scrivo, questo dannato groppo in gola non sale e non scende. Se ne sta lì a serrarmi la gola, a far sì che gli occhi si velino, ma non riesce a scendere nulla.
Non posso. Altrimenti non mi fermo più. Lo so. Ne ho versate già molte in questi dieci anni.
E nonostante tutti ripetano che il passato è passato, per me non lo è.
Per me ogni giorno è un ritornare a quel periodo.

Doloroso.
E da lì la rinuncia al mio fisico. La rinuncia a volergli bene.
La rinuncia a conservarlo, preservarlo, a trattarlo come il tempio della mia anima.
Nemmeno ora che il mio amore mi dice che gli piaccio così e che mi ama come sono, riesco a crederci. Mi disgusto.
Il mio corpo mi disgusta.
Io vorrei solo e semplicemente essere normale.
Avere un fisico normale.
Invece no. Lo detesto.
Ed invece di far qualcosa per migliorarlo, paradossalmente, mando giù ciò che posso. Come a volermi punire, come se mi dicessi "Ecco, tanto, a chi frega?", come quando un bambino combina un pasticcio volontariamente, per avere la tua attenzione.
Non so che sto facendo alla mia vita.
Tutto gira intorno al cibo.
Mi svegli la mattina pensando: "Oggi mi impegnerò, oggi cambierò". Poi, basta un niente; un po' di nervosismo, un po' di ansia, e la prima cosa che trovo metto in bocca.
Senza sentire la necessità di nutrirmi. E la sera mi sento una fallita, per aver ceduto ancora.

L'anno scorso avevo iniziato il metodo alimentare Zona. Il periodo più lungo in cui io mi sia concentrata a fare qualcosa per me. Andavo a corere a giorni alterni, e mi sentivo davvero bene.
Poi non so che è succeso.
Ho semplicemente smesso di farlo.
Come un black-out improvviso.

Ora non so che pensare di me.
Una persona senza volontà? Può darsi.
Mi sento come in gabbia. Non so nemmeno come spiegarlo.
E' come se stessi vivendo una vita non mia.
Come se stessi sopravvivendo, aspettando un momento, un qualcosa.
L'amica che giocava con me, mi ha detto che quando mi arriveranno delle scuse o avrò la possibilità di parlare con questa "persona", la mia vita cambierà, ed il mio cuore sarà in pace.
Non lo so. Non so se arriverà quel momento, ma vorrei fosse presto. Perchè sto davvero buttando i miei 20 anni.

Sto crescendo senza essere ciò che vorrei. Senza avere le energie per costruirmi come persona, per essere l'adulta che vorrei essere.
Mi sto scoprendo senza sogni.
Senza desideri, soprattutto. E a 20 anni è quasi deprimente.
Vivo con un senso di soffocamento all'idea che la mia vita sarà così per sempre. Con quest'eterna ansia che mi soffoca. Con quest'alternanza di umori. Con questa scostanza nel comportamento. Con questo bisogno di andarmene sempre. Di lasciare tutto, tutti e andare a nascondermi, quasi seppellirmi. Come se l'idea di non esistere potesse essere l'unica che metta in ordine la mia vita.

Mi sento un'ingrata. Perchè c'è chi ha problemi peggiori.
Perchè so di avere vicino persone bellissime che mi amano.
Ma io non riesco ad amare. Non riesco a liberarmi.
Non sono libera.
Mi sento come un'aquila, veloce, possente, regina dei cieli, lasciata sì libera, ma con le ali legate da due nastri.
Per questo non può volare. Per questo non fa nulla.
Ed è costretta al non-volo da talmente tanto tempo, che non sa se ha voglia di riappropriarsi delle proprie ali.
Perchè vorrebbe dire volare. E magari cadere. E forse arrivare su quella cima che ora può solo osservare.

La paura mi fa stare ferma.
Immobile.
E nessuno riesce ad aiutarmi a cancellare quello che io vorrei non esistesse in me.
L'amore della persona che sta vicino a me, ha fatto molto.

Ma questo senso di soffocamento non se ne va.
Sento che, tracciando una linea netta per fare i conti, non sono a pari con la mia vita.
E' stata davvera una brutta presa di coscienza.

Senza Fiato

(Negramaro feat. Dolores O'Riordan)

Sono riva di un fiume in piena
Senza fine mi copri e scopri
Come fossi un'altalena
Dondolando sui miei fianchi
Bianchi e stanchi, come te - che insegui me.
Scivolando tra i miei passi
Sono sassi dentro te – dentro me
Se non sei tu a muoverli
Come fossi niente
Come fossi acqua dentro acqua

Senza peso, senza fiato, senza affanno
Mi travolge e mi sconvolgi
Poi mi asciughi e scappi via
Tu ritorni poi mi bagni
E mi riasciughi e torni mia
Senza peso e senza fiato
Non son riva senza te

Tell me now
Tell me how am I supposed to live without you
Want you please tell me now
Tell me how am I supposed to live without you

Se brillando in silenzio resti accesa dentro me
Se bruciando e non morendo tu rivampi e accendi me
Stop burning me!
Dentro esplodi e fuori bruci
E ti consumi e scappi via
Stop burning me!

Mi annerisci e ti rilassi e mi consumi e torni mia
Stop burning me!
(Get out
Of my head
Get out
Of my head
Get out
Of my head
Get out
Of my head! Aaahhh)
Want you please tell me now
Tell me how am I supposed to live without you
No, please, don't tell me now (touch me)
Tell me how am I supposed to live without you
No
Please
Don't

mercoledì 2 settembre 2009

Dubbio...


In questi ultimi giorni l'aria è pesante.
Forse a causa di un mio errore...
Anche se io ho aperto bocca per proteggere una persona. Ed in quel momento il bel pensare mi sembrava meno importante del far sapere.
Perchè chi sta in certe situazioni, credo apprezzi sapere che qualcuno intorno cerca di proteggerli o cerca di rendergli meno impervio il cammino.
Ma come dicevo prima, forse ho sbagliato il modo.

Dagli errori si impara, ma che palle!
Sì, permettetemelo. Non scrivo mai parole poco "gentili".
Ma stavolta mi son proprio sassata i maroni (virtuali, ovviamente), di pensare sempre al benessere di tutti, di fare da mediatore, di cercare sempre la giustà metà.
La vita è fatta di scelte, ed io ho scelto. E dopo averlo fatto, me ne sto rendendo conto negli ultimi giorni, si sta meglio. Almeno si sa: o si prende il bianco o si prende il nero. Il grigio, invece, fa sempre vacillare... Quell'eterno oblìo lo odio.
Deciso.
Di mollare ripetizioni e fare solo la baby-sitter. Di mangiare, se sento il bisogno di farlo, senza sentirmi in colpa perchè "chissà cosa dice la mamma che ho mangiato una cosa che non dovevo".
Di dedicarmi a fondo allo studio, e alla casa ci penseranno i miei fratelli, se vorranno, perchè dopo la riunione di famiglia in cui mia madre chiedeva una mano -dato che tutto da sola non riesce a fare- e dopo che io mi sono impegnata davvero, ma tutti se ne fregano, ora penso a me.
Egoistico? Sì, forse.
Ma vorrei fosse un segno. Vorrei che capissero, dato che le parole non servono.
Sono incazzata? Sì. E l'avvicinarsi di quello "splendido" appuntamento mensile di ogni donna, arriva a darmi man forte.
Voglio che la mia vita sia diversa. Voglio cambiare ciò che posso, o per lo meno ciò che credo di essere in grado di cambiare.

Nella mente si fa sempre più largo l'idea di una casa mia. Di uno spazio mio. Dove non sentirmi una bambina. Dove non vedermi trattata come una 16enne. Già io mi ci sento, così; in più qui mi si tratta da teenager...

La cosa brutta è che ho realizzato or ora che io mi accontento. Di come sono. Di come sto. Di come faccio scorrere la mia vita.
Invece cambiare posso. Volere, è potere, lo so.
Pensare a costrurimi per il futuro. Non voglio essere un'adulta con la sicurezza di una liceale.
No!

Io ho parlato perchè ritenevo giusto primo condividere il mio malessere; secondo mettere in guardia una persona, perchè le malelingue amano il dolore altrui. O à semplicemente stata un attimo di stoltezza e leggerezza.

Ho una testa mia, e penso da me.
Ne faccio uso, e ne vado fiera.
I casini che ne escono poi, non sono più gravi della situazione che invece mi sta ora a cuore.
Chissenefregaaaaaaaa! Sia di chi si incazza, sia di chi mi ritiene stupida.
Sono contenta di me, sono contenta di me e sono contenta di me.
Nessuno, stasera, mi convincerà del contrario!

martedì 1 settembre 2009

...

Mi sento soffocare.