lunedì 6 aprile 2009

Ieri, Friuli 6 maggio 1976... Oggi, Abruzzo 2009


Queste sono solo due immagini che ricordano il giorno in cui anche il mio amato Friuli ha tremato.
Ho appreso la notizia stamattina alle 7, in macchina, mentre mi dirigevo all'università.
E' da lì che ho appreso la terribile notizia del sisma in Abruzzo...

Il mio stomaco si è chiuso, perchè come Giulia (è il primo link che trovate tra i miei amici, in alto a destra), anche io ricordo i racconti di quei terribili momenti che sono il vivere una scossa di terremoto.
Perdonate le frasi poco connesse, ma è così. Sono sconvolta, perchè io ho visto le foto, visto alcuni documentari e soprattutto ascoltato i racconti di chi, vicino a me, ha vissuto quegli attimi interminabili.

Da quel che ho capito dai tg, le case della zona colpita erano abbastanza vecchie, e dalle immagini ho visto che lì è tutto da rifare. Buttare giù, e ricostruire.
Mio padre prima ha chiamato il referente del mio paese della protezione civile. Da qui, da Pradamano sono partiti 5 miei paesani, per unirsi agli altri di tutta la provincia, e all'una e mezza erano già a Bologna.
Tende, cucine da campo, e tanta buona volontà per aiutare.

Dai racconti di mia nonna, e dei parenti, quando il friuli ha tremato nel 1976, mi è sempre stato detto che ci vuole tanto, troppo tempo per risanare non lo squarcio sulle case, ma quello dell'anima.
Perchè la paura è bastarda.
Ringrazi Dio di essere ancora vivo, ma vedi che attorno a te i sacrifici di una vita sono andati distrutti.

Qui la gente si è subito tirata su le maniche, e si è data da fare.
In occasione del centenario del terremoto di Messina (1908) in un inserto di un giornale ho letto alcune interviste a persone che vivevano ancora in alloggi di fortuna "perchè nessuno ci aiuta".
Ora, non è una polemica la mia, ma mi ha dato da pensare, ai diversi modi di affrontare le emergenze.

Mi ha fatto capire come molto dipenda dalla volontà di risorgere che si possiede. Ed il Friuli questa volontà l'ha avuta.
Come ha giustamente detto Giulia, nonostante l'uomo cerchi di sorpassare la natura, è sempre lei a vincere.
Ed io li leggo come piccoli avvisi che ci vuole dare, per rimetterci un pochino al nostro posto, e renderci meno presuntuosi.

Il mio pensiero va alle persone che in meno di un minuto hanno perso tutto, i sacrifici di una vita. E soprattutto ha chi ha perso una persona cara.

Prima, a Sky tg24, sono rimasta mezz'ora a sentire i servizi dei giornalisti... Ero in lacrime nel vedere una nonna che teneva stretto il braccio del cronista, mentre gli faceva vedere dalla strada la sua casa letteralmente sventrata, e diceva "Aiutatemi..."
Era appena arrivato il nipote a vedere come stava, se fosse ancora viva.
Mi ha fatto male il cuore.
Al pensiero di chi potrebbe ancora essere sotto le macerie. A chi non ha ancora ricevuto gli aiuti, per via delle strade impraticabili. A chi deve piangere perchè ha perso una persona della sua famiglia. A chi ha perso la casa, costruita con tanti sacrifici.

E a chi fa polemiche, a chi dice che era una cosa che ci si poteva aspettare, dico, SMETTILA!!!
Perchè ora serve forza, acqua, un pasto caldo, una tenda, parole di conforto e un abbraccio per tutti quelli che stanno male.
Perchè è ora che inizia la salita.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao Chiara, ti capisco perfettamente, lo sai.

Noi abbiamo tutto questo nel sangue, la sofferenza e la paura ci è stata trasmessa con il dna.

Grazie

Jaio ha detto...

Enfre chei cun lis mans te sachete e chei cun lis sachetis tes mans, le to man sul cûr mi fâs dûl. Mandi.

Kylie ha detto...

Io ricordo quella notte del terremoto del Friuli, sono stata portata fuori in braccio da mio papà.
Mia zia abita a Udine e non si riusciva a contattarla.
Non è facile far finta che queste cose accadano così vicino a noi.